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UMANITA’ COLLECTION

Collezione 2021
CINQUE SALONI, CINQUE RISPOSTE ALLA STESSA DOMANDA. COSA SIGNIFICA ESSERE UMANI? NON C'ERA UNA RISPOSTA GIUSTA, E PER QUESTO NE ABBIAMO CERCATE CINQUE.

Il 2021 era un anno strano. Il mondo aveva appena attraversato qualcosa che nessuno aveva ancora trovato le parole giuste per descrivere, e il tema che emergeva ovunque, nelle conversazioni, nei titoli di giornale, nelle domande che la gente si faceva sottovoce, era sempre lo stesso: cosa ci rende umani? Cosa rimane quando si toglie tutto il resto?

DeepKeikoo™ ha preso quella domanda e l'ha portata nei saloni. Non con una risposta preconfezionata, con un'iniziativa chiamata Deepfaxtor®, in cui ogni sede ha lavorato in autonomia sul tema dell'umanità, scegliendo la propria interpretazione, i propri modelli, il proprio punto di vista. Cinque saloni, cinque visioni. Nessuna uguale all'altra.

Il risultato non è una collezione nel senso tradizionale del termine. Non c'è un unico shooting, un unico mood board, una singola direzione artistica. C'è qualcosa di più complicato e più interessante: la dimostrazione che lo stesso tema, dato a persone diverse in posti diversi, produce cose che non avresti mai immaginato da solo.

Deepfaxtor® nasce da una convinzione precisa: che la creatività distribuita produca risultati che la creatività centralizzata non può. Dare lo stesso brief a cinque team diversi non significa ottenere cinque varianti della stessa cosa, significa aprire cinque finestre su altrettanti modi di guardare il mondo.

Simple rules

La regola era semplice. Il tema: l'umanità. Tutto il resto: libero. Ogni salone ha scelto il proprio angolo di attacco, i propri modelli, la propria estetica. Nessun coordinamento sui look finali, nessuna omologazione stilistica. Solo la domanda, uguale per tutti, e la libertà di risponderle come si voleva. Non è un caso che questa collezione sia arrivata nel 2021. Dopo un anno e mezzo di distanza forzata, di saloni chiusi, di contatti ridotti al minimo, dare a ogni sede la possibilità di esprimersi in autonomia su cosa significa essere umani aveva un peso specifico diverso rispetto a qualsiasi altro momento. Umanità non parla del 2021, ma lo porta dentro, nelle pieghe.

Content Strategy

Cinque saloni, cinque risposte che sembrano diverse ma tirano tutte verso lo stesso centro. Il Vomero ha lavorato sul contatto fisico, corpi, mani, prossimità, in un anno in cui il tocco era diventato un lusso. Napoli Centro (sede ad oggi, non più attiva) ha allargato lo sguardo fuori dall'umano, verso il pianeta che lo ospita, con scelte cromatiche che parlano di terra e di materiali vivi prima ancora che di tendenze. Mugnano ha cercato l'unione nel senso più silenzioso del termine: look che sembrano cresciuti, texture che non combattono la natura del capello ma la seguono, una vicinanza tra persona e mondo che non ha bisogno di essere dichiarata per sentirsi. Aversa ha scelto il confronto diretto con lo stereotipo, capelli che non obbediscono a categorie prestabilite, look costruiti per persone che si presentano come sono senza chiedere permesso. Chiaiano ha portato quella stessa direzione al livello più profondo: non superare i confini di genere, ma smettere di vederli come confini. Il filo che unisce i cinque non è un'estetica condivisa, è un'intenzione. Ognuno a modo suo stava dicendo la stessa cosa: che il capello appartiene alla persona, non alla categoria in cui qualcuno ha deciso di metterla.